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venerdì 17 settembre 2010

Vivione e Presolana: Appuntamento (semi)rimandato

Eccomi appena rientrato da una breve, ma molto attesa, vacanza in Val di Scalve, che si è rivelata piacevole e gratificante ma piena di piccoli inconvenienti: alcune volte divertenti ma il più delle volte un po' fastidiosi.
Martedì è il giorno della partenza: mi trovo con Claudio al casello autostradale di Bergamo dopo cena e ci dirigiamo verso Bueggio, la nostra meta.
Il viaggio procede bene, facciamo una sosta a Clusone ed attraversiamo la Presolana, che già in discesa in macchina fa paura; arriviamo al nostro alloggio in tarda serata, giusto il tempo di scaricare i bagagli, le bici e metterci a letto.

Report 2010/62Mercoledì sveglia presto, il nostro piano prevede di andare in macchina fino a Clusone e da lì partire per affrontare il Selvino ed il Passo di Zambla Alta.
Dopo aver oltrepassato nuovamente la Presolana arriviamo a Clusone e qui la prima sorpresa: ho dimenticato le scarpe a casa!
Rimontiamo in macchina, ci rifacciamo per l'ennesima volta la Presolana (in due giorni, in macchina, ce la faremo quasi una decina di volte!), prendiamo le scarpe, ancora la Presolana e partiamo da Clusone che sono già le 11 passate.
Fino a Nembro è tutta leggera discesa ma abbiamo il vento contro, ed in più la strada è molto trafficata.
Finalmente attacchiamo il Selvino e la musica cambia: ce lo facciamo in tranquillità, anche grazie alle pendenze modeste, ed in poco siamo in cima.Facciamo le foto di rito e ci lanciamo in una bella e veloce discesa fino a Fonte Bracca dove comincia la salita per il Passo di Zambla Alta.
Dopo una quindicina di kilometri arriviamo ad Oltre il Colle, dove la strada spiana un po' e mi consente di rifiatare; ancora pochi kilometri di salita e con un po' d'affanno arrivo in cima.Scendiamo fino a Ponte Nossa: da qui a Clusone ancora pochi kilometri ma tutti in leggera salita, le energie ormai scarseggiano e fatico non poco per arrivare alla macchina.
Al rientro a casa ancora qualche piccolo imprevisto con bagni ed acqua calda, una bella cenetta e ce ne andiamo a dormire.
Totale della giornata 95 km e 1700 mt di dislivello: mica male, ma nelle gambe la fatica si fa sentire!

Report 2010/63La sera prima, esausto per il giro fatto, avevo deciso di lasciar perdere cose impegnative e di dedicarmi ad un giro sul lago d'Iseo con la sola salita di Parzanica.
Claudio però, complice anche il meteo in peggioramento non voleva rischiare di saltare l'appuntamento con la Presolana, quindi sceglie di farsi un'altro giro: partenza da Bueggio, Presolana dal lato duro, Monte Pora, discesa a Clusone e rientro a casa affrontando nuovamente la Presolana dal lato più "facile".
L'idea di pedalare separati però non mi entusiasma, percui mi invento un'alternativa: parto in macchina fino a Clusone per affrontare la Presolana da lì, ed incontrare Claudio che si fa il suo giro durante la salita.
Partire in salita a freddo mi uccide, prima di scaldarmi soffro più del dovuto e durante i primi kilometri fatico veramente tanto.
Dopo soli 5 km incontro Claudio che scende già dal Passo, e raccontandomi della sua epica scalata mi scorta verso la cima.Breve discesa fino a Bratto ed attacchiamo insieme il Monte Pora: la salita è breve ma discretamente impegnativa, io però mi sono finalmente scaldato e senza grossi problemi arrivo in cima.E' ora di pranzo, e il richiamo di polenta e selvaggina è forte: noi però teniamo duro e ci lanciamo in discesa verso Bratto dove ci separiamo.
Claudio si riaffronta nuovamente gli ultimi kilometri di Presolana, la relativa bruttissima discesa ed i saliscendi per tornare a Bueggio: io invece mi lancio in discesa verso Clusone dove ho la macchina.
Al rientro a casa trovo Claudio tutto indaffarato a pulire la sua amata De Rosa mentre invoca santi e madonne...
La strada della Presolana dal versante più duro era oscena, mancavano pezzi di asfalto e stavano rifacendo le strade: Claudio nel passare si è così riempito la bici di catrame!
Passiamo quasi tutto il pomeriggio pulendo le bici e chiaccherando, ma per venerdì il meteo non promette niente di buono ed infatti mentre ceniamo comincia a piovere :-(
Totale della giornata per me solo 46 km, ma con più di 1200 mt di dislivello, mentre per Claudio 80 km ed un dislivello incalcolabile :-)

Stamattina al nostro risveglio ancora un leggera pioggia e dei gran nuvoloni...
Decidiamo saggiamente di tornare a casa in anticipo per evitare l'acquazzone che ci prendiamo in macchina lungo il viaggio di ritorno, un po' con l'amaro in bocca per non aver fatto tutto quello che ci eravamo prefissati, ma comunque soddisfatti e contenti per aver fissato qualche altra bandierina :-)
Vivione e Presolana (da Dezzo)... con voi l'appuntamento è solo rimandato!

sabato 10 ottobre 2009

Fiandre Report


Con un pò di ritardo ecco finalmente un breve e confuso report della mia vacanza in belgio in compagnia dell'instancabile Claudio; altre foto le potete vedere qui, chi invece volesse ulteriori dettagli e informazioni può contattarmi personalmente.

Giorno 1
Sveglia presto, alle 6 mia sorella ci aspetta sotto casa per portarci a Bergamo, dove prenderemo il volo per il Belgio.
Viste le dimensioni dei nostri valigioni porta-bici il mezzo di trasporto scelto è stato una stationwagon, ma pure in questo modo mancava il posto per una persona, così io mi sono sistemato accovacciato e schiacciato accanto ai bagagli... Cominciamo bene!
A Bergamo imbarchiamo le bici allo Skipoint (troppo grandi per il check-in normale), saliamo sull'aereo e in poco più di un'oretta siamo a Charleroi, dove le valigie ci vengono consegnate direttamente a mano da un gentile e curioso ragazzo.
Da qui navetta fino alla stazione di Bruxelles-Midi, dove prendiamo il treno che finalmente ci porterà ad Oudenaarde.


Impieghiamo un pò a contattare l' Hof Ter Kammen per farci venire a recuperare, come scopriremo dopo la Hilde se ne sta sempre in giro, sistemiamo gli zaini e prepariamo le bici per il giorno dopo nel fornitissimo garage-officina.
Giretto in centro con le bici messe a disposizione dal bed & breakfast, birretta come aperitivo e un piatto di maccaroni col prosciutto affogati nella besciamella (buoni, ma un pò troppo pesanti).
Stanchi per il viaggio ci corichiamo presto; domani ci faremo la nostra prima pedalata per le Fiandre...


Giorno 2
Sveglia alle 6:30, la giornata è stupenda, si sente un profumino entrare dalla finestra, la Hilde è giù in cucina che ci prepara una lauta colazione...
Oggi vogliamo affrontare subito l'Orange Loop, il più breve e tosto dei tre, dove ci misureremo con il durissimo Koppenberg e altri muri in pavè.

Cominciamo subito male, dopo 5 km prima foratura, mi toccherà fare il giro con la ruota posteriore mezza sgonfia...
Il primo muro che affrontiamo è il Kluisberg, un kilometro con punte al 14,5% ma senza pavè, arrivo in cima a fatica, sento ancora nelle gambe il giro di domenica...

Scaliamo anche il Knokteberg e senza accorgercene saltiamo qualche cartello, infatti in poco tempo siamo ai piedi del Koppenberg: 700 mt circa, media del 10 e punte del 19,4%.


Foto ricordo e partiamo; come dice sempre chi c'è già stato, il pavè belga è particolare, non si può capire senza provarlo... e infatti nel tratto più duro non riesco ad andare avanti e mi tocca scendere, spingere la bici fino in cima è stato forse ancora più duro che pedalare a causa del pavè e delle scarpette...

Ripartiamo e affrontiamo un tratto ondulato di pavè, in discesa è quasi peggio che in salita, la bici diventa quasi incontrollabile e ti senti le pietre quasi in gola, indescrivibile...
Arrivati su uno stradone non vediamo più i cartelli
e giriamo un pò alla cieca fino all'evento più triste della giornata... la mia seconda foratura!
Claudio mi presta la sua camera di scorta, ma visto che è l'ultima che abbiamo, decidiamo di far ritorno verso Oudenaarde, meglio non sfidare la sorte...

La giornata la proseguiamo collassati sui letti a vedere la Vuelta, usciamo a far scorta di camere d'aria da Flanders e ci mangiamo un Sandwino con patatine fritte ; sorseggiamo una birretta e appena torniamo al Bed & Breakfast crolliamo in un sonno profondo.

Giorno 3

E' il giorno del Green Loop, che tra muri e pavè ci porterà fino al mitico Kapelmuur, storico muro dove spesso si decide il Giro delle Fiandre.

Finalmente un giro senza problemi, nessuna foratura e ottime sensazioni fisiche, infatti nessun muro mi ha fatto mettere piede a terra questa volta, piano piano la mia Denti se li è scalati tutti...
Affrontiamo vari muri e tratti di pavè, che a Claudio costeranno la caduta della catena (subito risolto) e gli faranno saltare il computerino varie volte; senza quasi accorgercene siamo già a Geraardsbergen, dove ci attende De Muur...

Senza nemmeno siamo quasi in cima, la penultima rampa è durissima, ma la soddisfazione di essere su queste strade ci porta fino alla chiesetta; sosta panino, qualche foto e ripartiamo.
Comincia a piovigginare, seguiamo il percorso che pian piano ci riporta verso casa e dopo 109 km facciamo rientro ad Oudenaarde.
Purtroppo però la giornata era stata troppo perfetta, infatti dopo l'ennesima sosta panino in centro, nel far rientro al Bed & Breakfast, la mia ruota anteriore perde aderenza sul porfilo bagnato e in un baleno mi ritrovo steso a terra con le macchine che mi fanno il pelo...
Risultato: botte a ginocchio, spalla e mano destra e bici con qualche ammaccatura.
Doccia, Vuelta, birretta in centra e cena da Pita Piramide; siamo già pronti ad andare a dormire...

Giorno 4

Ancora dolorante per la caduta del giorno prima, decido di fare un giro al museo delle Fiandre, mentre Claudio si fa una veloce ed ultima pedalata.

Il museo è piccolo ma molto interessante, pieno di cimeli della corsa e di ciclisti belgi, Tom Bonen su tutti.


Ritrovato con Claudio prepariamo i bagagli e ci facciamo accompagnare dala Hilde in stazione, dove prenderemo il treno per Bruxelles.
Ancora un pullman, un aereo e mia sorella con lo Scudo; verso le 22:30 siamo a casa a ripensare ai muri che abbiamo affrontato e a meditare ad una nuova avventura in terra belga per l'anno prossimo...